Il contactless che cambia la raccolta fondi
Come l’evoluzione dei pagamenti digitali in Italia apre nuove opportunità per il terzo settore — e perché Tap To Raise è già uno strumento concreto per coglierle.
In Italia, quel momento è arrivato nel 2024: per la prima volta, i pagamenti digitali hanno superato il contante come quota dei consumi delle famiglie. Non è una curiosità per addetti ai lavori. È la fotografia di un paese che ha cambiato abitudini — e che ora aspetta, spesso inconsapevolmente, che anche le organizzazioni non profit si adeguino.
I dati dell’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, presentati nel webinar Tap & Give del 15 aprile 2026, disegnano uno scenario in cui la tecnologia contactless è diventata la normalità. Una normalità che il terzo settore può e deve sfruttare.
Il sorpasso: quando il digitale ha vinto
Nel 2025 i consumi totali in Italia hanno raggiunto 1.143 miliardi di euro, con i pagamenti con carta e wallet a coprire il 45% del totale, contro il 38% dei contanti. Un’inversione di tendenza che si consolida anno dopo anno e che nel 2024 ha segnato lo spartiacque definitivo.
€ 1.143 mld Consumi totali 2025
45% Quota pagamenti digitali
+7% Crescita transato carte 2025
Gli italiani usano la carta sempre più spesso, anche per importi piccoli. La soglia psicologica si è abbassata. Pagare cinque euro con lo smartphone è diventato normale quanto pagare cinquanta.
“Sembra ormai consolidata l’abitudine ad usare la carta anche per operazioni di basso importo.”
Osservatorio Innovative Payments, Politecnico di Milano
Il contactless: da eccezione a standard
Le transazioni con carta contactless tradizionale rappresentano il 67% del totale. Insieme, queste due modalità coprono il 93% di tutti i pagamenti fisici con carta.
Gli Innovative Payments — la categoria che include mobile e wearable payment — hanno raggiunto 84,9 miliardi di euro di transato nel 2025, con una crescita del 45% rispetto all’anno precedente. Il mobile payment NFC da solo vale 61,5 miliardi, con circa 14 milioni di utenti attivi (erano 9,8 milioni nel 2024).
€ 84,9 mld Innovative Payments 2025
14 mln Utenti mobile payment NFC
93% Pagamenti fisici contactless o cless
Dal pagamento alla donazione: il passo è più corto di quanto sembri
La risposta dei dati dell’Osservatorio è altrettanto semplice: non c’è motivo.
Anzi, il pagamento digitale offre al donatore esattamente ciò che si aspetta: velocità, sicurezza, conferma immediata. E all’organizzazione offre qualcosa di ancora più prezioso: tracciabilità, dati, opportunità di fidelizzazione.
Sono quattro le leve su cui i pagamenti digitali trasformano l’esperienza donativa nel Terzo Settore:
Tracciabilità
Grazie alla tracciabilità completa di ogni transazione, l'organizzazione può riconciliare le entrate in modo automatico e dimostrare in modo trasparente ai donatori l'utilizzo delle risorse.
Abbattimento dell'attrito
Eliminare la barriera del "non ho contanti" significa intercettare impulsi donativi che altrimenti andrebbero perduti.
Riconciliazione facilitata e detrazioni
Ogni transazione digitale è registrata e facilita il recupero fiscale attraverso la dichiarazione dei redditi.
Innovazione nella relazione con il donatore
I dati granulari e in tempo reale consentono un'esperienza donativa personalizzata e un legame emotivo più solido con i sostenitori.
Tap To Raise: i numeri di una realtà già presente
I dati raccontano una storia di crescita concreta, non di sperimentazione futura.
Dal settembre 2024 a oggi, la piattaforma ha generato €871.297 euro di donazioni, con una donazione media di 30.45 euro, un numero totale di 28.618 donazioni e una media di 1.332 transazioni mensili. La rete è presente in tutta Italia con 2.340 location attive e oltre 3.300 download dell’app.
€ 871.297 Totale donato (set. 2024 – apr. 2026)
€ 30,45 Donazione media
28.618 Numero totale donazioni
Le proiezioni indicano una crescita significativa: da 430.078 euro di transato reale nel 2025 fino a quasi 796.000 euro nel 2027. Una traiettoria che riflette l’adozione crescente del contactless da parte dei consumatori e la progressiva maturità dello strumento nel settore.
Ma la dimensione che forse più sorprende — e che vale la pena sottolineare — è quella dei contatti acquisiti. Su 28.618 donazioni totali, 18.031 donatori hanno anche lasciato la propria anagrafica, ovvero il 63%. Quasi due donatori su tre che hanno effettuato una donazione contactless hanno scelto di identificarsi. Non è soltanto una donazione: è l’inizio di una relazione.
“Il contactless non è solo uno strumento di raccolta fondi. È un canale di acquisizione donatori con tassi di conversione che nessuna altra modalità riesce a raggiungere in un contesto di evento o presidio territoriale. “
Simone Giarratana, Founder di Kudu S.r.l
Guarda la registrazione del webinar Tap&Give e scopri le esperienze di Fondazione Dynamo Camp e AIL Messina
Dove si va: le tendenze che contano per il Non Profit
La prima è il Digital Identity Wallet. Il progetto europeo EUDI Wallet, che nei prossimi anni consentirà ai cittadini di gestire la propria identità digitale su smartphone, potrebbe aprire nuove frontiere nel riconoscimento dei donatori: processi di onboarding semplificati, donazioni identificate con un semplice gesto, maggiore fiducia nel processo.
La seconda è l’intelligenza artificiale, già applicata alla personalizzazione dell’esperienza di pagamento e alla sicurezza delle transazioni. Nel contesto delle donazioni, l’AI potrà aiutare le organizzazioni a identificare i momenti migliori per coinvolgere il donatore, a personalizzare il messaggio, a costruire percorsi di fidelizzazione su misura.
In questo scenario, strumenti come Tap To Raise non sono un’opzione alternativa al fundraising tradizionale. Sono il punto di incontro tra l’evoluzione del comportamento dei consumatori e la necessità delle organizzazioni di intercettarli dove già si trovano.